Villa Santa Maria

Regione Lombardia - Sistema sanitario

CERTIFICAZIONE QUALITÀ

In Evidenza

Dona il 5 per mille a Villa Santa Maria

Carissimi amici, anche quest’anno sarà possibile indicare, nella dichiarazione dei redditi, il codice fiscale di un’associazione ONLUS, riconosciuta dallo Stato, a cui verrà corrisposto il 5 per mille delle imposte pagate dal contribuente. Questa forma di finanziamento non costituisce un [...]

Approfondisci

Progetto Pilota Kidscreen

PROGETTO PILOTA KIDSCREEN:
Benessere e disagio negli adolescenti e nelle loro famiglie.

ORGANIZZAZIONI COINVOLTE

  • VILLA SANTA MARIA SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE

Tavernerio (CO), Polo territoriale di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza;

  • UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BERGAMO – FACOLTA’ DI SCIENZE UMANE E SOCIALI

Prof. Angelo Compare – Professor of Clinical Psychology and Rehabilitation Psychology;

  • ORSOLINE SAN CARLO DEDALO – DEDALO Soc. Coop. Sociale a.r.l. ONLUS

Scuola d’infanzia, Scuola Primaria, Scuola secondaria di I° grado, Scuola secondaria di II° grado;

AMBITO TERRITORIALE DI INTERVENTO
Scuole secondarie di I e II grado della provincia di Como: con particolare riguardo alle classi 2° e 3° della secondaria di I° grado e alla classe 1° della secondaria di II grado dell’Istituto Dedalo-Orsoline San Carlo.

INTRODUZIONE: IL CONCETTO DI BENESSERE E DISAGIO GIOVANILE
La qualità della vita, conosciuta oggi come importante parametro per la ricerca in medicina e nel campo della salute, ha avuto origine nel campo delle statistiche del benessere. Una parte di queste, quelle relative agli indicatori soggettivi, si è coniugata con tendenze che erano già in atto da tempo in medicina, presenta le tipologie di strumenti per l’analisi della qualità della vita in medicina, con particolare riguardo alle attuali applicazioni e agli scenari futuri del loro uso.
In ambito psicologico, dopo decenni di enfasi sulle strategie di compensazioni dei deficit, sono stati recentemente formalizzati modelli di comportamento positivo. A ciò ha contribuito la psicologia positiva, una prospettiva di studio e ricerca che presta attenzione alle risorse dell’individuo, alle sue abilità, potenzialità e competenze come leve per supportare la crescita personale e lo sviluppo sociale. Questo approccio ha dirette conseguenze sulle politiche di intervento in quanto enfatizza la prevenzione rispetto alla cura, il potenziamento delle risorse rispetto alla riduzione dei problemi, il benessere in senso lato rispetto alla salute o al funzionamento in senso organicistico e pragmatico.

Durante l’adolescenza e gli anni subito seguenti il giovane si trova costretto ad affrontare situazioni particolari, connesse all’età specifica ed al modo in cui “vive” il proprio sviluppo. E’ in questa delicata fase che i giovani, nella società occidentale, incontrano il maggior numero di difficoltà per affermarsi e possono scegliere di dare un significato “diverso” alla loro esistenza attraverso condotte devianti o criminali. E’ il momento particolare della crescita, nel quale le attese dell’adolescente sono fortemente influenzate dai processi di socializzazione vissuti precedentemente e dal modo in cui egli intende le aspettative degli altri nei suoi confronti. I problemi che si determinano in tale situazione non solo di contrasto ma anche di conflitto e le forze che da queste situazioni si generano danno luogo ad un profondo mutamento del sentimento di sé.

Il problema riguarda natura, sviluppo e valutazione del sé, è un prodotto dell’interazione sociale ed è definibile come “l’immagine che una persona si forma in base alla percezione delle reazioni altrui”. E’ quindi evidente l’importanza, nel processo di valutazione di se stessi, dell’esatta percezione e interpretazione delle reazioni altrui e il significato che, soprattutto nei giovani, stima di sé e “sé ideale” possono assumere nella propria realizzazione e di conseguenza nel comportamento. Per la maggior parte di essi, realizzare un “sé effettivo” quanto più possibile vicino al “sé ideale” diventa un obiettivo di primaria importanza e la non realizzazione può portare anche alla delinquenza.

Le problematiche del disagio giovanile sono state ampiamente indagate in vari ambiti di ricerca. Di frequente sono emerse indicazioni sull’esistenza di un’ideologia giovanile in contrasto con quella della società degli adulti e tale contrasto è in larga parte responsabile delle situazioni di disagio e di aggressività conflittuale nei riguardi dell’ambiente esterno.

La maggior parte dei giovani, fortunatamente, pur sperimentando quotidianamente un contesto sociale che offre strumenti di supporto e di sostegno alla loro crescita spesso insufficienti, non si rifugia in comportamenti di violenza (o di devianza in genere) ma tende a sviluppare comunque l’accettazione della struttura sociale in cui vive e si muove. In alcuni casi però, talvolta a seguito di dinamiche complesse e di difficile valutazione, le medesime situazioni si traducono in contesti di disagio giovanile e in comportamenti ad esso correlati: l’abbandono scolastico, un consumo di droga e di alcol occasionale e abituale; il bullismo, varie forme di crimine contro il patrimonio, i comportamenti violenti, i comportamenti autodistruttivi suicidari.

Da qualche anno a questa parte le problematiche del disagio giovanile sembrano riflettersi e manifestarsi anche attraverso un uso distorto della rete internet, ad esempio nell’ambito delle intrusioni clandestine e dei danneggiamenti di siti web operati da giovani hackers.
Parlando di questo disagio giovanile non possiamo non affrontare il notevole processo di evoluzione che il contesto familiare ha subito all’interno della nostra società. Infatti, la famiglia rappresenta a tutt’oggi il luogo più idoneo per la formazione dei figli e il punto di riferimento ideale di solidarietà e di assistenza per l’intera società.

Le carenze familiari sono molto spesso alla base di quelle difficoltà nel processo di crescita del ragazzo che causano profonde situazioni di disagio e rendono difficile la costruzione di una reale identità personale e sociale.
Una famiglia realmente capace di assolvere compiutamente alla propria funzione di personalizzazione e di socializzazione è infatti essenziale per lo sviluppo del bambino. Essa costituisce la comunità personalizzante per eccellenza in quanto, nell’affetto, dà al ragazzo il senso di essere un soggetto amabile ed amato e di costituire perciò un “valore”; gli dona quella sicurezza che è indispensabile per un adeguato sviluppo psicofisico; gli rivela, nel rapporto con l’altro, il senso della sua identità e lo immette in dialogo che da un lato struttura la personalità e dall’altro evita il pericolo che si chiuda e si ripieghi su se stesso; gli consente, attraverso un forte ancoraggio alle persone che attivamente si curano di lui, di affrontare e superare le frustrazioni, le delusioni, le angosce, i sensi di colpa, i sensi di impotenza, le paure di cui è costellata la prima esperienza di vita.

E’ la famiglia che, meglio di ogni altra struttura sociale, abitua il ragazzo al rapporto interpersonale profondo e gli insegna non con le parole ma con l’esperienza quotidiana a vivere in relazione con altri; che, consentendo una significativa vita personale attraverso la vita comunitaria, prepara adeguatamente il giovane ad inserirsi nei più complessi rapporti della vita sociale; che può educare il minore a sentire che non esistono solo diritti ma che essi sono profondamente intrecciati con i doveri aiutandolo così a comprendere che la giusta esigenza di affermazione della propria personalità è strettamente connessa con la necessità di una solidarietà verso gli altri membri della comunità senza cui non si supera l’isolamento; che vivendo in un quotidiano proteso verso il futuro, fa sperimentare al ragazzo come le leggi della vita impongono la gradualità dello sviluppo, senza salti o fughe in avanti.
La famiglia ha vissuto però, nel corso degli anni, una profonda trasformazione in particolare per la diffusione, almeno in alcune zone, di un benessere mai goduto fino ad ora e il conseguente superamento dello stile di vita tradizionale.
Nel rapporto giovani-droga il ruolo della famiglia e la sua armonia rappresentano variabili importanti. I giovani che vivono da soli e che hanno fatto uso di droghe sono circa il 24% mentre la percentuale di quelli che vivono in famiglia sale al 30%.

Il primo caso implica una mancanza di contatto diretto, continuo, con i genitori. Questo potrebbe giustificare un vuoto di affettività che rende più facile la ricerca di “esperienze” pericolose. Mentre, di fronte al secondo caso, possiamo dire che non c’è stato rapporto tra i giovani e i genitori (e gli altri parenti), e la famiglia non ha saputo svolgere il suo ruolo, anche se al suo interno si trovano diversità generazionali. Da ciò si nota che entra in crisi il rapporto di convivenza, rapporto che dovrebbe legare il giovane agli altri membri del nucleo familiare. Un elemento essenziale per percepire la qualità della convivenza all’interno di una famiglia, dunque, riguarda il tipo di rapporto che lega il giovane con gli altri membri del nucleo.

Alla specifica domanda (sul rapporto coi genitori e i componenti la loro famiglia) il 53% degli intervistati ha definito “buoni” i propri rapporti coi genitori; il 36% li ha definiti “discreti”.

Da queste ricerche sembra che emerga in netta evidenza il dato che, per evitare il consumo di sostanze stupefacenti, i giovani devono vivere in un ambiente sereno, con buoni rapporti interpersonali quali il dialogo, la comprensione, la solidarietà, la condivisione delle gioie e dei dolori.

In questi ambienti la possibilità di incontrare consumatori appare bassissima (3,5%) rispetto a quelli dove la convivenza è stata definita “discreta” (6,7%). Più che doppia, invece, per i membri di famiglie caratterizzate da incomprensione (14,6%); diviene preoccupante dove regna l’indifferenza (28,6%). Questi dati, seppur numerici, danno la sintomatologia del rischio a cui sono soggetti i ragazzi inseriti in contesti familiari deteriorati. Dalla ricerca risulta che il 5,7% vive solo con la madre e l’11,1% solo con il padre.
Anche in questo caso la disaggregazione consente di mettere in luce l’importanza della presenza congiunta in famiglia dei due genitori. Fortunatamente, ci sono moltissimi ragazzi che attribuiscono importanza alla famiglia e manifestano la loro intenzione di sposarsi e di avere figli.
Certo è che i grandi cambiamenti che hanno caratterizzato la nostra società, hanno portato in particolare a una crisi della famiglia-unita. Si è assistito quindi ad un cambiamento delle relazioni sociali, permettendo un sistema di ruoli più flessibile, con coppie che hanno cominciato ad abbandonare metodi di insegnamento e di educazione a lungo seguiti.
Il consistente cambiamento nell’organizzazione familiare, con entrambi i genitori spesso assenti perché impegnati fuori casa per lavoro, le modificazioni nella gerarchia dei valori, la flessibilità e la reversibilità dei ruoli, il ricambio generazionale e le tante contraddizioni dell’intero sistema sociale, hanno contratto nel nucleo familiare molti elementi di disagio, di difficoltà, di crisi. Di qui il modificarsi di tempo, di energie, di risorse da dedicare ai figli. Questo può generare distacco, sfiducia o addirittura rifiuto da parte delle generazioni dei più giovani verso i valori tradizionali, e dal versante opposto smarrimento ed incertezza fra gli stessi genitori nei confronti dei valori da trasmettere. La presenza di numerose strutture fuori dal nucleo familiare, alle quali si delegano talune funzioni educative, fa sì che si generino individui sottomessi, scarsamente autonomi e comunicativi, che promuovono azioni autodistruttive o di ricerca quasi sfrenata del piacere e di quell’appagamento che non trovano altrove.

OBIETTIVI GENERALI

  • L’indagine conoscitiva su benessere e disagio nei preadolescenti e adolescenti in collaborazione con la famiglia e la scuola
  • Valutazione cognitiva di strumenti d’intervento.
Cerca
Area Riservata

Username

Password

Entra

© Villa Santa Maria Scs via IV Novembre, 15 22038 Tavernerio (CO) tel 031-426042 - fax 031-360549
©2017 Villa Santa Maria Scs | P.IVA 02144390123 | R.I. di CO 02144390123 | R.E.A. di CO - 291060 | Cap. Soc. € 51.000
Design by: Action!

Seguici anche su: