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PECS

Il PECS (Picture Exchange Communication System) è un sistema di comunicazione aumentativa e alternativa basato sullo scambio di immagini. L’obiettivo dell’insegnamento del metodo PECS è di fornire uno strumento di comunicazione sociale e funzionale utilizzabile in tutti gli ambienti e in tutte le situazioni che vive quotidianamente il bambino.

 

Il metodo PECS è potenzialmente rivolto a tutti coloro che non possiedono una modalità di comunicazione funzionale e comprensibile; per l’insegnamento del metodo non sono richiesti prerequisiti (motori e sociali), non vi sono limiti di età o di quoziente intellettivo.

In Villa Santa Maria questo sistema viene proposto non solo a chi non ha sviluppato il linguaggio verbale, ma anche a coloro che possiedono competenze linguistiche non adeguate all’età.

 

L’utilizzo di questo metodo non preclude la possibilità di sviluppare il linguaggio vocale, anzi favorisce, in molti casi, un aumento del vocabolario e un miglioramento della sintassi.

 

Il protocollo d’insegnamento del PECS è basato su studi di ricerca e pratica nei principi dell’analisi del comportamento applicata (ABA, Applied Behavior Analysis). L’insegnamento di ogni abilità avviene tramite l’utilizzo di strategie di rinforzo valide e specifiche per ogni bambino.

 

I bambini che utilizzano il metodo PECS imparano a rivolgersi al partner comunicativo e a dargli l’immagine dell’oggetto che desiderano in cambio dell’oggetto stesso, così facendo il bambino prende l’iniziativa in un atto comunicativo ricevendo nell’immediato una conseguenza piacevole e concreta.

Il protocollo d’insegnamento del PECS è in parallelo diretto con lo sviluppo del linguaggio nel bambino normodotato: comincia col far apprendere la modalità di comunicazione, prosegue insegnando a comunicare messaggi specifici tramite lo scambio di singole immagini per poi arrivare a combinare più simboli creando strutture grammaticali, relazioni semantiche e funzioni comunicative.

 

L’attuazione del programma di insegnamento per ogni singolo bambino prevede un iniziale momento di programmazione costituito da una raccolta dati riguardanti le abilità comunicative e i rinforzi; la raccolta dati viene effettuata attraverso osservazioni e questionari compilati da tutte le persone che conoscono il bambino.

Alla fase di raccolta dati segue l’insegnamento del metodo che viene effettuato in due modalità parallele:

  • un intervento intensivo di un terapista e di un educatore in ambiente strutturato per favorire l’acquisizione delle varie fasi;
  • un intervento quotidiano degli educatori in tutti gli ambienti della vita scolastica per favorire la generalizzazione.

Le fasi di apprendimento del metodo PECS sono 6 ed in ognuna si insegna un’abilità specifica:

  • 1° FASE: scambiare un immagine con un interlocutore in cambio di un oggetto/rinforzo
  • 2° FASE: spostarsi verso il quaderno e verso l’interlocutore per chiedere l’oggetto/rinforzo
  • 3° FASE: discriminare i simboli/immagini dei rinforzi
  • 4° FASE: costruire la frase composta da verbo “voglio” e oggetto/rinforzo e scambiarla utilizzando una striscia-frase.  ATTRIBUTI: dal raggiungimento della 4° fase in poi è possibile insegnare al bambino ad aggiungere alla frase semplice (verbo+oggetto) attributi di vario genere come colore, dimensione, forma, posizione, luoghi, persone, ecc.
  • 5° FASE: rispondere alla domanda “cosa vuoi?”
  • 6° FASE: introdurre altri verbi e rispondere ad altri tipi di domande come i commenti, che non prevedono l’ottenimento di un rinforzo fisico, ma solo sociale.

Ogni fase si differenzia per obiettivi, modalità di lezioni e sistemi di correzione degli errori. Le prime due fasi richiedono la presenza di due adulti, mentre nelle successive è sufficiente il rapporto 1:1. I prompts (gli aiuti, i suggerimenti) consigliati sono quelli visivi o fisici in quanto più facilmente estinguibili rispetto a quelli verbali.

 

Importante ed indispensabile è il coinvolgimento della famiglia durante tutte le fasi del programma. I genitori vengono coinvolti, tramite periodici colloqui, sia durante la fase di programmazione (per la raccolta dei dati) che durante quella dell’insegnamento in modo tale che possano essere partecipi del percorso del bambino. Il sistema di comunicazione viene utilizzato in famiglia a partire dalla  4° fase, quando non è più necessaria la presenza di 2  adulti ed il bambino è in grado di discriminare.

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