Salta al contenuto principale

MENU

Indietro
Enzo Grossi
L’arricchimento ambientale come risorsa per la promozione della salute mentale (2018)
Convegno Disturbi della memoria: ora si possono prevenire. LarioFiere, Erba (Como) 28 Febbraio 2018

Abstract: “Fai lavorare il cervello o rischi di perderlo”. Questo è lo slogan che può essere chiamato in causa per la promozione della salute mentale a tutte le età, ma in particolare per le persone anziane. 
Il cervello umano contiene migliaia di miliardi di connessioni neuronali, chiamati sinapsi, la cui attività controlla tutte le nostre funzioni cognitive. Queste connessioni sinaptiche sono dinamiche e in continuo cambiamento nella loro forza e proprietà, e questo processo di plasticità sinaptica è essenziale per l'apprendimento e la memoria. Le alterazioni nei meccanismi di plasticità sinaptica sono ritenuti responsabili di deficit cognitivi multipli, come l'autismo, la demenza di Alzheimer, e diverse forme di ritardo mentale. 
La demenza è una delle patologie più frequenti nell’anziano le cui prime avvisaglie sono la perdita della memoria di lavoro. Data la limitata disponibilità di trattamenti preventivi, l’identificazione di fattori protettivi, specialmente di tipo modificabile, ha suscitato un enorme interesse negli ultimi anni. 
Tra i fattori preventivi, quelli legati alla partecipazione in attività di tipo artistico e culturale sono tra i più studiati. È importante notare che in coerenza a quanto stabilito dall’UNESCO le attività culturali vanno intese in senso molto ampio, e cioè non solo legate ad attività di tipo alto (mostre, musei, teatro, concerti, etc.) ma anche attività di svago e intrattenimento tipiche dell’uso intelligente del tempo libero, le più varie. 
Questo è il senso del termine ambiente arricchito, ovvero la messa in atto di condizioni ambientali che stimolano l’area sensoriale, cognitiva emotiva e motoria del nostro cervello favorendo la cosiddetta neuroplasticità. 
L’esposizione ad un ambiente arricchito promuove modifiche neurochimiche, strutturali e neurofisiologiche nel cervello e si associa ad un incremento della plasticità sinaptica specie nell’ippocampo, area del cervello da cui prende origine la malattia di Alzheimer. 
Accreditati studi internazionali hanno dimostrato come l’esposizione ad un ambiente arricchito promuova modifiche neurochimiche, strutturali e neurofisiologiche nel cervello e si associ ad un incremento della plasticità sinaptica specie nell’ippocampo, area del cervello da cui prende origine la malattia di Alzheimer. 
Ma anche l’esercizio fisico ha un ruolo fondamentale nella prevenzione del declino cognitivo. Negli ultimi anni una serie di studi effettuati in modelli animali di deterioramento cognitivo hanno dimostrato l’esistenza di basi neurofisiologiche e biomolecolari specifiche per sostenere un ruolo benefico dell’esercizio fisico nel ritardare la cascata di eventi patologici alla base del deterioramento cerebrale tipico della malattia di Alzheimer. Questi risultati sono in linea con osservazioni epidemiologiche derivate da studi prospettici che hanno messo in evidenza come l’esercizio fisico debba essere considerato uno dei più importanti fattori di protezione del cervello.