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29 aprile 2026
Autismo, grande interesse per i contributi scientifici di Villa Santa Maria al congresso mondiale INSAR

Il Centro ha presentato a Praga dieci contributi, uno come presentazione orale e nove come poster, raccogliendo un forte riscontro da parte della comunità scientifica internazionale, presente nella capitale ceca con quasi 3 mila ricercatori da tutto il mondo

Grande interesse per i contributi scientifici presentati da Villa Santa Maria al congresso mondiale della International Society for Autism Research (INSAR), il più importante appuntamento annuale dedicato alla ricerca sui disturbi dello spettro autistico. I lavori firmati dal Centro hanno raccolto un forte riscontro da parte della comunità scientifica internazionale riunita all’evento, che si è svolto a Praga dal 22 al 25 aprile con la partecipazione di quasi 3 mila ricercatori e clinici provenienti da un’ottantina di Paesi.

Momento di maggior rilievo è stata la presentazione orale del professor Enzo Grossi, Direttore Scientifico di Villa Santa Maria, che ha illustrato i risultati di uno studio multicentrico che ha suscitato particolare attenzione per il suo potenziale innovativo sul fronte dell’identificazione precoce delle vulnerabilità neuroevolutive. Uno dei contributi italiani più seguiti a Praga, frutto di un lungo lavoro collaborativo, ha aperto alla possibilità di individuare soggetti a rischio fin dalla nascita attraverso l’analisi di una semplice goccia di sangue. Se confermati su casistiche più ampie, i risultati potrebbero porre le basi per strumenti predittivi semplici e non invasivi, capaci di favorire un’intercettazione molto precoce del rischio, in una fase in cui un intervento può ancora modificare positivamente la traiettoria di sviluppo.

Ma grande interesse hanno suscitato anche gli altri contributi del Centro — dieci in tutto, uno come presentazione orale e nove come poster — a testimonianza di una presenza scientifica articolata e riconosciuta. Tra questi, il lavoro dedicato all’ippoterapia, apprezzato per il contributo offerto sul ruolo degli interventi assistiti con animali nei percorsi riabilitativi per bambini e ragazzi con autismo e disturbi del neurosviluppo, in particolare per i possibili effetti su regolazione emotiva, dimensione senso-motoria e benessere complessivo. E notevole è stato anche il riscontro sui lavori presentati dal dottor Giulio Valagussa, Fisioterapista supervisore, dedicati all’approfondimento del Toe Walking (Cammino in punta), ai modelli di presa in carico fondati sull’evidenza e a diversi aspetti dell’intervento riabilitativo, confermando il contributo originale portato da Villa Santa Maria su temi che coniugano ricerca e pratica clinica.

A rafforzare ulteriormente la presenza del Centro all’INSAR è stata una delegazione multidisciplinare che ha visto, accanto a Grossi e Valagussa, la partecipazione della dottoressa Eleonora Castagna, Responsabile dei terapisti della riabilitazione, da anni impegnata nello sviluppo di modelli riabilitativi innovativi e coinvolta nelle attività scientifiche presentate a Praga, e di Martina Boccotti e Alberto Pozzi, Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva, che hanno contribuito ai lavori esposti al congresso portando l’esperienza clinica maturata sul campo dentro il confronto scientifico internazionale.

Una presenza che ha dato evidenza alla natura sempre più integrata della ricerca prodotta da Villa Santa Maria, dove medici, ricercatori e professionisti della riabilitazione concorrono insieme alla costruzione di conoscenza. Ed è proprio questo uno dei segnali emersi con forza da INSAR 2026: la crescente centralità di approcci traslazionali e interdisciplinari, capaci di trasformare l’esperienza clinica in ricerca e la ricerca in migliori pratiche di cura.

“La partecipazione al congresso mondiale INSAR ha confermato quanto sia oggi decisivo far dialogare osservazione clinica e ricerca scientifica per generare conoscenza utile ai pazienti e alle famiglie”, sottolinea Enzo Grossi. “Questo rafforza una direzione su cui Villa Santa Maria investe da anni: produrre ricerca che nasca dalla pratica clinica e torni a migliorarla, trasformando l’esperienza maturata nella cura in innovazione scientifica e l’innovazione scientifica in strumenti sempre più efficaci per la presa in carico e la qualità della vita delle persone con autismo e disturbi del neurosviluppo”.