L’utilizzo dell’impianto di stimolazione del nervo vago (VNS) può rappresentare una soluzione efficace anche nei casi di pazienti affetti da malattie rare caratterizzate da epilessia farmacoresistente. Sono questi i risultati che emergono dallo studio condotto a Villa Santa Maria e presentato in forma di poster scientifico in occasione del 16° Congresso della Società Europea di Neurologia Pediatrica (EPNS), che si è svolto dall’8 al 12 luglio a Monaco di Baviera, in Germania.
L’utilizzo dell’impianto di stimolazione del nervo vago (VNS) può rappresentare una soluzione efficace anche nei casi di pazienti affetti da malattie rare caratterizzate da epilessia farmacoresistente. Sono questi i risultati che emergono dallo studio condotto a Villa Santa Maria e presentato in forma di poster scientifico in occasione del 16° Congresso della Società Europea di Neurologia Pediatrica (EPNS), che si è svolto dall’8 al 12 luglio a Monaco di Baviera, in Germania.
L’indagine, che ha coinvolto un campione di 17 bambini affetti da epilessie rare e encefalopatie epilettiche dello sviluppo, ha riguardato pazienti che non avevano risposto ad almeno due trattamenti con farmaci anti-epilettici. Lo studio, che è stato condotto in collaborazione con la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza e l’Azienda Ospedale Università Padova, è uno dei pochissimi condotti a livello internazionale su questa tipologia di pazienti pediatrici e ha mostrato una riduzione significativa della frequenza e della gravità delle crisi epilettiche.
Un risultato estremamente positivo, peraltro confermato dal questionario sugli esiti clinici dell’impianto di stimolazione del nervo vago che ha consentito di raccogliere le testimonianze di genitori e caregiver, offrendo una prospettiva inedita per questo genere di indagini. I risultati della survey integrata nello studio confermano infatti i risultati clinici, segnalando un miglioramento della qualità della vita, una riduzione del carico assistenziale e una generale soddisfazione nei confronti di questo approccio.
“Lo studio suggerisce che l’impianto di stimolazione del nervo vago, già approvato come trattamento adiuvante nelle epilessie resistenti ai farmaci, è efficace anche in pazienti pediatrici affetti da malattie rare e che pertanto potrebbe essere introdotto in fase precoce anche nei pazienti con epilessie rare non correlate a malformazioni cerebrali o canalopatie”, spiega il dottor Daniele Grioni, Medico specializzato in Neuropsichiatria Infantile ed Epilettologo, responsabile dell'Ambulatorio di epilettologia e neuromodulazione di Villa Santa Maria, che ha curato l’indagine in collaborazione con la dottoressa Delia Dunca, Medico Chirurgo Specialista in Pediatria e Neurologia Pediatrica e Vice Direttore Sanitario del Centro. “In questi casi la terapia VNS può colmare un vuoto terapeutico oggi ancora troppo spesso ignorato”.
