L'estate offre un'opportunità preziosa per favorire lo sviluppo dei bambini attraverso movimento, natura e relazioni. Le evidenze scientifiche confermano i benefici delle attività all'aria aperta sul benessere e sulle funzioni cognitive.
Dr.ssa Eleonora Castagna
Responsabile dei terapisti della riabilitazione di Villa Santa Maria ed Esperta in Disturbi dello Spettro Autistico
Per i nostri bambini e ragazzi l'estate può essere molto più di una pausa dalla scuola. Può diventare il momento ideale per restituire loro qualcosa che durante l'anno rischia di passare in secondo piano: il piacere di muoversi, esplorare, giocare e stare insieme all'aria aperta.
Quando finiscono i compiti e le giornate si allungano, la tentazione è spesso quella di lasciare che smartphone, tablet e videogiochi riempiano il tempo libero. Eppure è proprio questo il periodo in cui il cervello dei più piccoli può beneficiare maggiormente di esperienze diverse. Una passeggiata nel bosco, un sentiero di montagna, una partita a pallone, un giro in bicicletta o anche una semplice merenda al parco possono trasformarsi in occasioni preziose di crescita.
Non è solo una questione di movimento. Quando un bambino esce di casa, cambia ambiente, incontra persone, affronta piccoli imprevisti, prende decisioni e sperimenta situazioni nuove, tutto ciò rappresenta un allenamento naturale delle sue capacità motorie, cognitive e relazionali.
Le evidenze scientifiche sono ormai consolidate. Tanto che l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda almeno 60 minuti al giorno di attività fisica moderata o intensa per bambini e adolescenti e invita a limitare il tempo sedentario trascorso davanti agli schermi. Non solo per prevenire obesità e sedentarietà, ma perché il movimento è uno degli elementi fondamentali per il corretto sviluppo fisico, cognitivo ed emotivo (World Health Organization, Guidelines on Physical Activity and Sedentary Behaviour, 2020).
Ma non conta soltanto muoversi. Conta anche dove ci si muove. Una revisione pubblicata su The Lancet Planetary Health ha mostrato come il tempo trascorso in ambienti naturali sia associato a migliori livelli di benessere psicologico, maggiore attività fisica e migliori capacità attentive nei bambini e negli adolescenti (Fyfe-Johnson A.L. et al., 2021). Boschi, sentieri, parchi e laghi offrono infatti una ricchezza di stimoli sensoriali e motori che difficilmente possono essere riprodotti in ambienti chiusi.
È proprio su questi presupposti che si fonda anche l'approccio di Villa Santa Maria. Le attività all'aria aperta non rappresentano un'iniziativa limitata ai mesi estivi, ma fanno parte del progetto riabilitativo durante tutto l’anno. Passeggiate nei boschi, escursioni sul lago, uscite nei parchi, partite a calcio e basket, momenti di socializzazione davanti a una merenda o a un gelato e, nel periodo estivo, un percorso di preparazione al trekking che culminerà con una giornata in rifugio.
Tutte attività che non sono semplici occasioni ricreative, ma esperienze progettate e calibrate sulle caratteristiche e sugli obiettivi di ciascun ragazzo e che rappresentano parte integrante del lavoro riabilitativo. Nella nostra esperienza clinica osserviamo, infatti, che quando l'attività terapeutica si sposta all'esterno molti ragazzi appaiono più sorridenti, più partecipi e più disponibili alla relazione. Il contesto naturale offre stimoli continui ma non artificiali, favorisce l'iniziativa spontanea e crea occasioni autentiche per allenare autonomia, comunicazione e competenze sociali.
Il valore di queste esperienze va ben oltre il movimento. Camminare lungo un sentiero significa imparare a orientarsi, rispettare i tempi del gruppo, affrontare piccoli imprevisti e trovare soluzioni. Anche attività semplici, come una caccia al tesoro, un percorso costruito con elementi naturali o giochi che richiedono strategia e collaborazione, permettono di allenare attenzione, memoria di lavoro, pianificazione e problem solving. Sono le cosiddette funzioni esecutive, competenze considerate fondamentali per l'apprendimento e l'autonomia. Una revisione pubblicata su Developmental Cognitive Neuroscience evidenzia come attività motorie e giochi che richiedono pianificazione e autocontrollo possano favorirne lo sviluppo (Diamond A., Ling D.S., 2016).
A Villa Santa Maria abbiamo deciso di valutare in modo sistematico l'impatto di queste attività attraverso specifiche scale dedicate al benessere e alla partecipazione. I dati sono in fase di raccolta. L'obiettivo è verificare con strumenti scientifici ciò che l'esperienza clinica suggerisce quotidianamente: integrare il lavoro riabilitativo con esperienze strutturate all'aria aperta può rappresentare un'importante risorsa per il percorso di crescita dei ragazzi.
Da questa esperienza emerge anche un messaggio rivolto a tutte le famiglie. Non serve riempire ogni giornata di attività organizzate. La qualità conta più della quantità. Una passeggiata, un'escursione, una partita al parco o un pomeriggio trascorso nella natura possono diventare occasioni preziose per crescere insieme, purché siano vissute come esperienze condivise e non come semplici passatempi.
Perché il modo migliore per allontanare i bambini dagli schermi non è proibirli, ma offrire loro qualcosa di più coinvolgente. Per un cervello in crescita, il miglior ambiente di apprendimento resta ancora quello reale: fatto di movimento, relazioni, natura ed esperienze condivise.
