Il 9 febbraio si celebra la Giornata Internazionale dell’Epilessia, un’occasione per riportare al centro un messaggio chiaro: curare l’epilessia significa anche combattere i pregiudizi e costruire una cultura dell’inclusione, accanto alla presa in carico clinica.
Oltre 50 milioni di persone nel mondo convivono con l’epilessia, una delle patologie neurologiche più diffuse e, allo stesso tempo, più esposte a disinformazione e pregiudizi. Lo ricorda la Giornata Internazionale dell’Epilessia, che nel 2026 si celebra lunedì 9 febbraio, con l’obiettivo di promuovere consapevolezza e attenzione su una condizione che l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce anche come problema sociale.
Negli ultimi anni la ricerca e la pratica clinica hanno fatto passi avanti importanti nella diagnosi e nella gestione delle crisi. Resta però aperto il tema dello stigma, che continua a incidere sulla qualità della vita delle persone con epilessia, in particolare quando la malattia si manifesta in età pediatrica e adolescenziale, influenzando percorsi educativi, relazioni e inclusione sociale.
In questo contesto Villa Santa Maria, dove è attivo l’Ambulatorio di Epilettologia e Neuromodulazione per l’età evolutiva diretto dal dottor Daniele Grioni, segue complessivamente circa 500 bambini e ragazzi con epilessia, tra percorsi ambulatoriali e residenziali, rappresentando un punto di riferimento a livello territoriale e nazionale. L’approccio adottato integra competenze cliniche specialistiche e lavoro multidisciplinare, con l’obiettivo di migliorare il controllo delle crisi e, insieme, la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie.
Villa Santa Maria è Centro di riferimento della Rete Regionale Lombarda per la diagnosi e la cura di alcune malattie rare dell’età evolutiva caratterizzate da manifestazioni epilettiche: la sindrome di Landau-Kleffner, la sindrome di Dravet e la sindrome di Lennox-Gastaut. È, inoltre, stata riconosciuta come struttura specialistica riabilitativa per altre quattro patologie: Sindrome di Rett, Sindrome di Angelman, Sindrome Cardio-Facio-Cutanea e Sindrome Kabuki.
La Giornata Internazionale dell’Epilessia diventa così un’occasione per riportare al centro un messaggio chiaro: curare l’epilessia significa anche combattere i pregiudizi e costruire una cultura dell’inclusione, accanto alla presa in carico clinica.
