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29 maggio 2026
Infermieri, una professione chiave per il futuro della sanità italiana

Nel lavoro quotidiano con bambini e adolescenti, la qualità dell'assistenza nasce dall'incontro tra competenze cliniche, lavoro di squadra e attenzione alla persona. È qui che il ruolo infermieristico esprime oggi tutto il suo valore.

Dagli “eroi del Covid” a una professione sempre più centrale per la tenuta del sistema sanitario. La Giornata internazionale dell’infermiere, che è stata celebrata il 12 maggio in tutto il mondo nel giorno della nascita di Florence Nightingale, è tornata quest’anno a mettere al centro il ruolo strategico degli infermieri nella sanità italiana, tra nuove competenze, crescente domanda di assistenza e sfide legate all’evoluzione demografica e organizzativa del sistema sanitario.

Secondo i dati richiamati dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI), in Italia ci sono circa 6,5 infermieri ogni mille abitanti, contro una media europea di 8,4. Un divario che evidenzia la necessità di rafforzare il sistema assistenziale in una fase storica segnata dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle cronicità.

Nel corso delle celebrazioni la FNOPI ha ribadito la necessità di investire su formazione specialistica, innovazione organizzativa e valorizzazione delle competenze infermieristiche. “Nati per prendersi cura, formati per eccellere” è stato il messaggio scelto per l’edizione 2026 della giornata, dedicata proprio all’evoluzione della professione e al ruolo sempre più determinante degli infermieri nei percorsi di prevenzione, assistenza e continuità di cura.
Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo in occasione dell’evento organizzato a Roma dalla Federazione, ha definito gli infermieri “un esempio di etica e umanità” e “un motore che spinge lungo il percorso di civiltà”.

Nel dibattito emerso attorno alla ricorrenza è tornato inoltre il tema del rafforzamento dell’assistenza territoriale e domiciliare, considerata una delle grandi sfide dei prossimi anni anche alla luce degli investimenti previsti dal PNRR. In questo scenario, gli infermieri vengono indicati sempre più come figure chiave per accompagnare la trasformazione del modello sanitario, non solo negli ospedali ma anche nella presa in carico dei pazienti sul territorio.

Negli anni la professione infermieristica ha, infatti, visto un ampliamento di competenze, responsabilità e ambiti di intervento. Come definito dal Decreto Ministeriale 739/1994, l’infermiere opera con autonomia e responsabilità nei percorsi di prevenzione, cura, riabilitazione, palliazione ed educazione terapeutica. Un ruolo che oggi richiede competenze cliniche, capacità relazionali e una formazione costante.

“Nel nostro Centro lavorano insieme infermieri con percorsi, esperienze e vissuti diversi, che ogni giorno collaborano tra loro e con medici, educatori, terapisti e operatori socio sanitari per garantire la migliore assistenza possibile”, spiega Giada Parenti, infermiera Caposala a Villa Santa Maria. “La qualità delle cure nasce certamente dalle competenze professionali, ma anche dalla capacità di costruire una squadra e di continuare a crescere. Per questo la formazione continua e i percorsi di aggiornamento promossi dal Centro rappresentano uno strumento fondamentale”.

Un lavoro spesso silenzioso, che si svolge lontano dai riflettori, ma che accompagna quotidianamente i pazienti e le loro famiglie nei percorsi di cura, trasformando competenze tecniche e assistenza in una relazione costruita sull’ascolto, la continuità e la fiducia.