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27 marzo 2026
Non c'è io senza noi: a Villa Santa Maria il bisogno di appartenenza al centro della cura

A Villa Santa Maria l’incontro con la dottoressa Marta Zighetti, psicoterapeuta familiare, ha riportato al centro della cura il tema dell’appartenenza: perché l’identità si costruisce sempre nelle relazioni.

Nuova tappa nel ciclo di incontri organizzati a Villa Santa Maria per aprire momenti di confronto e approfondimento sui temi che attraversano, ogni giorno, l’attività clinica del Centro.

Ieri protagonista è stata la dottoressa Marta Zighetti, psicoterapeuta familiare e autrice di “Non c’è io senza noi”, al centro di un incontro che ha trasformato la presentazione del libro in un dialogo diretto e partecipato sul senso dell’appartenenza.
Un momento di lavoro e riflessione su una domanda che attraversa tutte le età della vita: che cosa significa, davvero, appartenere? Un tema che nella pratica clinica si traduce in storie concrete, fragilità, percorsi di crescita e spesso anche in ferite profonde.
Marza Zighetti ha riportato il discorso al cuore della sua esperienza: l’identità non si costruisce mai da soli. Prende forma dentro le relazioni, nei legami, nello sguardo dell’altro.

“Non c'è io senza noi” non è solo il titolo del libro, ma una chiave di lettura che attraversa l’intero percorso terapeutico.
“L’appartenenza è stata letta lungo tutto l’arco della vita: può essere una forza che sostiene e orienta, ma anche una mancanza che pesa. Quando non ci si sente parte, le conseguenze si riflettono sulla percezione di sé, sulle relazioni e sul benessere psicologico. È un nodo che emerge con forza soprattutto nel lavoro con bambini e adolescenti, ma che riguarda ogni fase dell’esistenza”, ha spiegato la dottoressa Zighetti.

Il confronto ha toccato anche le trasformazioni della famiglia e delle reti sociali. Accanto a strutture più fragili e sotto pressione, emergono nuove forme di legame: reti amicali, comunità informali, spazi di prossimità che diventano luoghi reali di sostegno. In una società più veloce e spesso più sola, il bisogno di appartenenza non diminuisce, ma si fa più urgente.

Centrale il passaggio sul rapporto tra appartenenza e cura. Nella prospettiva clinica proposta dalla psicoterapeuta, il percorso terapeutico non è mai solo individuale: coinvolge la relazione, il contesto, la possibilità di costruire ambienti in cui le persone possano sentirsi viste e riconosciute. È un approccio che dialoga direttamente con il lavoro quotidiano di Villa Santa Maria.

Il libro si lega anche a un progetto concreto: il ricavato sostiene la “Terapia Sospesa”, iniziativa avviata nel 2018 dall’associazione Essere Esseri Umani, che è impegnata nella promozione di una nuova cultura psicologica - attraverso incontri aperti a genitori, insegnanti, operatori sociosanitari e a chiunque desideri comprendere le basi scientifiche della salute - per offrire percorsi psicologici a chi non può permetterseli. Un modo per rendere la cura più accessibile e, allo stesso tempo, per dare forma a quell’idea di appartenenza che il libro racconta.

Nel dialogo finale è emerso anche il tema delle relazioni digitali. Senza letture semplicistiche: il mondo online può essere uno spazio di connessione e inclusione, soprattutto per chi vive isolamento o difficoltà. La sfida è accompagnare bambini e adolescenti a un uso consapevole, mantenendo aperto il dialogo tra generazioni.

Un incontro che si inserisce in un percorso più ampio e che conferma la direzione intrapresa da Villa Santa Maria: portare fuori dalle stanze della cura i temi che ogni giorno le attraversano, per costruire consapevolezza, relazione e comunità. Perché l’identità, oggi più che mai, non si costruisce da soli.