Lo dimostra lo studio “Verba Curant”, uno dei pochissimi trial randomizzati su cultura e salute condotti in Italia realizzato nell’Ospedale di Alessandria in collaborazione con Villa Santa Maria
Corsi di scrittura creativa e storytelling possono migliorare in modo significativo il livello di empatia e il benessere psicologico degli operatori sanitari. È quanto emerge dallo studio “Storytelling and creative writing for enhancement of empathy and well-being in health professionals: the Verba Curant study”, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Working Paper of Public Health.
La ricerca è stata realizzata presso l’Unità di Medical Humanities dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria diretta dalla dottoressa Mariateresa Dacquino ed è stata coordinata dal professor Enzo Grossi, direttore scientifico di Villa Santa Maria. Lo studio ha coinvolto complessivamente 175 professionisti sanitari ed è uno dei pochissimi studi randomizzati e prospettici condotti in Italia sul rapporto tra cultura, salute e benessere, con un’attenzione specifica al tema del burnout degli operatori sanitari.
Il trial ha messo a confronto due diversi percorsi formativi. Un primo gruppo ha seguito un programma di formazione teorica in medicina narrativa della durata di quattro ore, mentre un secondo gruppo ha affiancato alla stessa formazione teorica un ciclo di laboratori pratici di storytelling e scrittura creativa, per un totale di otto ore aggiuntive, svolte in piccoli gruppi. Le attività laboratoriali sono state progettate e condotte dalla Scuola Holden di Torino, presieduta da Alessandro Baricco, punto di riferimento internazionale nel campo della narrazione e della scrittura.
Durante i laboratori, i partecipanti hanno sperimentato il passaggio dalla semplice auto-espressione allo storytelling come forma di comunicazione capace di condividere significati e vissuti attraverso una storia. L’esperienza ha mostrato l’utilità della narrazione su più livelli: nella comprensione dei meccanismi e delle strutture delle storie, nella capacità di leggere e valorizzare le narrazioni dei pazienti – spesso sradicati dalla propria quotidianità dalla malattia – e nella possibilità di dare nuova vita alla comunicazione terapeutica.
L’empatia e il benessere psicologico dei partecipanti sono stati misurati prima e dopo l’intervento attraverso strumenti scientificamente validati a livello internazionale, come la Jefferson Empathy Scale e il Psychological General Well-Being Index nella sua versione breve (PGWB-S).
I risultati dimostrano che i professionisti che hanno partecipato anche ai laboratori pratici hanno registrato un incremento significativo del benessere psicologico, nettamente superiore rispetto a quello osservato nel gruppo esposto alla sola formazione teorica. L’empatia è migliorata in entrambi i gruppi, ma l’integrazione tra teoria e pratica narrativa si è confermata come la modalità più efficace per sostenere in modo strutturato la relazione di cura e il benessere degli operatori.
«Il messaggio che emerge è chiaro: la narrazione non è un elemento accessorio, ma uno strumento concreto per rafforzare la relazione di cura e sostenere il benessere degli operatori sanitari», spiega il professor Enzo Grossi, coordinatore dello studio. «Questa esperienza assume un valore ancora più rilevante se si considera che è stata condotta in piena pandemia Covid, in una fase di forte stress per il personale sanitario, e che l’intero percorso formativo si è svolto online, senza ridurne l’efficacia».
«Lo studio Verba Curant, realizzato grazie al contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo, conferma il ruolo delle Medical Humanities nel migliorare la qualità dell’interazione assistenziale, contribuendo a “curare i curanti” attraverso la narrazione e il dialogo. Progetti come questi valorizzano l’attività del Centro Studi Cura e Comunità per le Medical Humanities del Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione (DAIRI) - sottolinea la dottoressa Marinella Bertolotti dell’ dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria - e dimostrano come la scrittura creativa e lo storytelling possano integrare la formazione clinica, rafforzando l’empatia e contribuendo a contrastare il burnout, oltre a confermare l’impegno dell’Azienda nello sviluppo di modelli formativi innovativi e centrati sulla persona».
Lo studio Verba Curant apre nuove prospettive per la formazione in ambito sanitario, dimostrando come pratiche culturali e umanistiche, come la scrittura creativa e lo storytelling, possano affiancare in modo efficace la formazione tecnica e clinica. Un approccio che contribuisce a costruire una sanità più consapevole, sostenibile e realmente centrata sulla persona.