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4 novembre 2026
Autismo, da Praga a Como: la ricerca italiana si ritrova per la settima edizione di Italy at INSAR

Il 6 e 7 novembre il workshop promosso dalla Fondazione VSM di Villa Santa Maria riunirà una trentina di esperti da università, IRCCS e centri di ricerca. Dagli interventi precoci all’intelligenza artificiale, due giorni di confronto per avvicinare le nuove conoscenze alla pratica clinica

Dare continuità al confronto scientifico internazionale e trasformare i risultati della ricerca in nuove prospettive per la diagnosi, gli interventi e la qualità della vita delle persone con disturbi dello spettro autistico. Sono questi gli obiettivi della settima edizione di Italy at INSAR, il workshop organizzato dalla Fondazione VSM di Villa Santa Maria, che venerdì 6 e sabato 7 novembre riunirà a Como, al Palace Hotel, una trentina tra i principali esperti e ricercatori italiani dei disturbi dello spettro autistico.

L’appuntamento rappresenta il proseguimento ideale dello scambio di conoscenze avviato ad aprile a Praga, durante INSAR 2026, il principale congresso mondiale dedicato alla ricerca sull’autismo, organizzato dall’International Society for Autism Research. Dal congresso è emerso un orientamento sempre più marcato verso il miglioramento della qualità della vita, la personalizzazione dei supporti e il trasferimento delle evidenze scientifiche nei servizi.

Temi che saranno al centro di Italy at INSAR, nato nel 2019 per mettere in relazione competenze diverse e favorire collaborazioni tra università, istituti di ricerca e realtà cliniche. L’edizione 2026 si svolgerà con il patrocinio di Regione Lombardia, Fondazione Alessandro Volta, Cluster Lombardo Scienze della Vita e Cluster TAV.

“La partecipazione a INSAR ha confermato quanto sia oggi decisivo far dialogare osservazione clinica e ricerca scientifica per generare conoscenza utile ai pazienti e alle famiglie”, sottolinea il professor Enzo Grossi, Direttore Scientifico della Fondazione VSM di Villa Santa Maria. “Questo rafforza una direzione su cui Villa Santa Maria investe da anni: produrre ricerca che nasca dalla pratica clinica e torni a migliorarla”.

Il programma affronterà identificazione precoce e biomarcatori, neuroscienze e sviluppo, profili sensoriali e motori, comunicazione e competenze sociali, salute mentale e personalizzazione degli interventi. Spazio anche alle nuove tecnologie: dalla robotica per le competenze emotive e sociali all’analisi del movimento attraverso l’apprendimento automatico, fino all’intelligenza artificiale applicata alle immagini iperspettrali dei globuli rossi. Prospettive diverse per comprendere l’eterogeneità dell’autismo e sviluppare risposte sempre più mirate.

Momento centrale della prima giornata sarà la Lettura Magistrale del dottor Antonio Narzisi, in programma venerdì 6 novembre dalle 18.10 alle 19, dal titolo “Autismo e sviluppo: integrazione tra ricerca e pratica clinica”. Dirigente psicologo presso l’Unità Operativa Complessa di Psichiatria e Psicofarmacologia dello sviluppo dell’IRCCS Fondazione Stella Maris, Narzisi approfondirà il rapporto tra evidenze scientifiche e interventi.

A moderare le sessioni saranno il professor Cristiano Termine, ordinario di Neuropsichiatria Infantile all’Università degli Studi dell’Insubria; la professoressa Renata Nacinovich, direttrice dell’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria infantile dell’IRCCS San Gerardo dei Tintori e della Scuola di Specializzazione in Neuropsichiatria Infantile dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca; la professoressa Cecilia Perin, direttrice della Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dello stesso ateneo; la dottoressa Liliana Ruta, neuropsichiatra infantile e coordinatrice dell’Équipe Autismo dell’IRIB, Istituto per la Ricerca e l’Innovazione Biomedica del CNR di Messina; e il professor Enzo Grossi.

Il workshop vedrà la partecipazione di ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Istituto Italiano di Tecnologia, degli IRCCS Eugenio Medea, Fondazione Don Gnocchi, Fondazione Stella Maris e Centro Neurolesi Bonino Pulejo, oltre che delle Università di Milano-Bicocca, Insubria, Pavia, Padova, Trento, Roma Tor Vergata, Salento e Politecnica delle Marche.

Per Villa Santa Maria, che a Praga ha portato dieci contributi scientifici, l’incontro conferma l’impegno a integrare ricerca e attività clinica.

Dal congresso mondiale alla rete italiana, Italy at INSAR rinnova il confronto su risultati, metodi e collaborazioni, mantenendo al centro le ricadute della ricerca sui percorsi di cura, sull’autonomia e sulla qualità della vita delle persone con autismo e delle loro famiglie.